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Ucraina nell'Enciclopedia Treccani




Ucraina Stato dell’Europa orientale, confinante a N e a E con la Russia, ancora a N con la Bielorussia, a S con la Romania e la Moldavia, a SO con l’Ungheria, a O con la Slovacchia e la Polonia; si affaccia inoltre, per un ampio tratto, sul Mar Nero.

1. Caratteristiche fisiche

La maggior parte del territorio consta di una pianura costituita dal bacino inferiore del fiume Dnepr, che si distende tra rilievi di modesta entità: a O il Ripiano Podolico e le alture che prendono nome dal fiume (il quale, pur descrivendovi attorno un’ansa, le incide in parte nel settore più orientale), a E le Alture del Donez. Sono rilievi geologicamente antichi, entrambi pervenuti alla struttura morfologica attuale già nel corso dell’orogenesi ercinica del Paleozoico; nei primi, peraltro, sono predominanti formazioni di rocce cristalline antecedenti rispetto a quelle dei secondi. Nell’insieme si tratta di alture non elevate e con forme sommitali arrotondate. Dai versanti meridionali di tali sistemi scendono verso il Mar Nero il Bug e il Dnestr, lungo il quale passa il confine con la Moldavia. All’estremità orientale del territorio, le Alture del Donez prendono nome dal fiume che ne raccoglie gran parte delle acque, per poi dirigersi a E, dove confluisce nel Don. A S l’U. si affaccia sul Mar Nero e sul Mar d’Azov, il secondo dipendenza del primo, dal quale è separato dalla penisola di Crimea.

Il regime termico presenta una discreta escursione annua, con medie invernali inferiori a −5 °C, mentre in estate si rimane comunemente sopra i 20 °C. La piovosità, che sulla costa è di circa 650 mm (regime di tipo mediterraneo, con prevalenza invernale), diminuisce nella parte centrale del territorio (fino a circa 400 mm), per poi aumentare proseguendo ancora verso l’interno, dove si raggiungono i massimi (oltre 900 mm, con piogge prevalentemente estive): questo si spiega con il fatto che, per quanto riguarda l’umidità, la zona è soggetta più all’influenza atlantica che a quella del Mar Nero; per quanto bassi, infatti, i rilievi giungono a breve distanza dalla cimosa costiera di quest’ultimo, limitandone l’influenza sul clima. Le regioni settentrionali (Volinia, Polessia e Podolia), che sentono maggiormente l’influenza dei venti provenienti dall’Atlantico, abbondano di foreste, e non mancano di zone paludose.

La vegetazione spontanea vede la netta prevalenza di foreste a N (pini, betulle, querce), un’ampia fascia intermedia di steppe arborate e una grande estensione di steppe a S e nel centro. I suoli sono podsolici nella zona delle foreste, mentre nella fascia intermedia hanno grande diffusione le terre nere (černozëm), particolarmente fertili, che verso S vengono progressivamente sostituite dai suoli bruni, anch’essi molto produttivi.

2. Popolazione

La popolazione è formata in gran parte da Ucraini (78,1%), largamente maggioritari nell’U. occidentale, mentre in alcune grandi città dell’Est e del Sud sono predominanti i Russi (17,3%). In particolare, in Crimea i Russi, che il governo di Kiev sospetta di tendenze separatiste, sono i due terzi della popolazione. Sono, infine, presenti minoranze di Tatari (0,7%), Bielorussi (0,6%), Moldavi (0,5%), Ebrei (0,2%). Dagli anni 1990, la popolazione ucraina si è progressivamente ridotta, perdendo oltre 6 milioni di unità (il 14% in meno rispetto ai primi anni 1990). Il decremento è da ascrivere soprattutto a tassi di natalità particolarmente bassi (9,6‰ nel 2009), lontani dal compensare i tassi di mortalità (15,8‰), al contrario assai elevati. A ciò si aggiunge un saldo migratorio negativo legato, da un lato, al rientro di comunità russe nella madrepatria dopo l’indipendenza dell’U., solo in parte compensato dal ritorno di Ucraini e di Tatari di lingua turca (questi ultimi deportati in massa all’epoca di Stalin); dall’altro, a una sotterranea e, il più delle volte, clandestina migrazione verso i paesi dell’Europa occidentale. La popolazione urbana sfiora il 70% della totale e la capitale è di gran lunga la città più popolosa, alla quale segue Charkiv; oltre il milione sono anche Dnepropetrovsk e Odessa, mentre Doneck supera i 900.000 ab. e Zaporož´e e Leopoli sono sopra ai 700.000. L’insediamento ha manifestato la tendenza all’urbanizzazione al termine del periodo zarista, con l’inizio del grande sfruttamento minerario, e il processo è continuato con l’industrializzazione successiva alla rivoluzione sovietica.

Unica lingua ufficiale è, dal 1989, l’ucraino, ma in diverse aree del paese si è di fatto affermato un bilinguismo ucraino-russo. La religione prevalente è quella cristiana ortodossa (29,2%) con minoranze di religione cattolica, protestante ed ebraica; oltre il 57% della popolazione ucraina si dichiara non religioso.

3. Condizioni economiche

L’economia ucraina presenta i caratteri tipici della transizione da un sistema socialista pianificato a uno di libero mercato, aperto al commercio e agli investimenti internazionali. Il programma di liberalizzazione economica e di austerità finanziaria promosso a partire dal 1994 dal presidente L. Kučma, con l’appoggio del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale, nonché degli Stati Uniti e degli altri paesi occidentali, è riuscito solo parzialmente a conseguire i risultati sperati. Riforme quali la privatizzazione dell’apparato industriale, il taglio dei crediti alle industrie in perdita, l’adeguamento delle tariffe energetiche ai prezzi di mercato, la progressiva liberalizzazione dei prezzi al dettaglio e l’apertura al commercio con l’estero hanno incontrato la tenace resistenza di ampi strati della élite politica, per lo più legata al passato regime e orientata ancora verso un’economia a pianificazione centralizzata. Conseguentemente, la privatizzazione delle grandi imprese è cominciata con difficoltà, e l’ancora pesante controllo dello Stato sull’economia, in un apparato amministrativo dove è elevato il grado di burocratizzazione e di inefficienza, frena gli imprenditori e gli investitori esteri.

L’agricoltura riveste un ruolo fondamentale nell’economia del paese, occupando il 15,8% della forza lavoro complessiva (2008), contribuendo per il 10% alla formazione del PIL e, soprattutto, alimentando ingenti correnti di esportazione. Nonostante l’avvio del programma di privatizzazione delle terre, il settore è ancora gestito in larga parte dalle aziende collettive. Il suolo agricolo, che rappresenta quasi il 57% del complessivo territorio nazionale, è per lo più destinato alla produzione di cereali (l’U. era considerata il ‘granaio’ dell’URSS). Nell’insieme del territorio si possono distinguere tre differenti regioni agricole, nella più settentrionale delle quali, fresca e umida, le piante tessili quali lino e canapa, i tuberi, come le patate, e i cereali minori, quali segale, grano saraceno e orzo trovano le migliori condizioni negli spazi liberi da foreste. Nella zona centrale delle steppe arborate e delle ‘terre nere’ si trovano le maggiori superfici coltivate, dedicate prima di tutto al frumento (quasi 26 milioni di t nel 2008), quindi al tabacco e alle oleaginose; estesi anche i frutteti. La regione meridionale e costiera, soggetta a periodi siccitosi, si avvantaggia dell’irrigazione (lo schema principale deriva l’acqua dal Lago di Kahovka); la barbabietola è la produzione più importante e sui suoi cascami, integrati da colture foraggere, si è basato lo sviluppo dell’allevamento bovino e suino. Lungo le coste è largamente praticata la viticoltura, presente anche nella valle del Dnepr. Le principali produzioni agricole e zootecniche hanno subito vistose diminuzioni rispetto alla media del periodo sovietico e la ripresa appare lenta. Dalle foreste, che coprono il 17% circa della superficie, si ricavano oltre 15 milioni di m3 di legname all’anno. Nel Mar Nero è largamente praticata la pesca, con buoni introiti.

L’U. possiede vasti giacimenti di carbone (bacino del Donez) e di minerali di ferro (Krivoj Rog, Kremenčug, sul Dnepr, e Kerč´, in Crimea), e anche riserve di petrolio (Borislav e Drogbyč, nell’oblast´ di Leopoli) e di gas naturale (Drogbyč, Sebelinka, Borislav, Byktov, Mrežnica e Dashava). La produzione di minerali di ferro (80.000.000 di t nel 2008) pone l’U. al 6° posto tra i paesi maggiori produttori e fornisce la materia prima all’industria siderurgica nazionale. Notevole anche la produzione di carbone (58.000.000 di t), anche se il settore è in crisi per gli elevati costi di estrazione dovuti al progressivo esaurimento dei giacimenti e all’arretratezza degli impianti. Di rilievo l’estrazione di manganese presso Nicopoli, sul Lago di Kahovka. Altre produzioni riguardano sali di sodio e potassio, magnesite, mercurio, uranio, mentre nella Bucovina, presso il confine romeno, sono presenti gesso e alabastro. La fornitura dell’energia per le attività industriali si è basata tradizionalmente sul carbone, con un apporto idroelettrico rimasto scarso. Il settore termonucleare produce oltre un quarto dell’elettricità totale, nonostante l’incidente nella centrale di Černobyl´, rimasta in funzione fino al 2000. Le riserve di gas e petrolio sono del tutto insufficienti alle esigenze del paese, che continua a dipendere largamente dalla Russia per gli approvvigionamenti.

Il settore secondario, che impiega il 18,5% della forza lavoro e contribuisce per il 31,2% alla formazione del PIL, è sviluppato in particolare, come in tutti i paesi ex sovietici, nell’industria pesante. Prevale la siderurgia, con i distretti maggiori centrati su Krivoj Rog e Doneck. Sono sviluppate, inoltre, le metallurgie del manganese a Nicopoli, e dell’alluminio a Zaporož´e. La capitale, Odessa e Charkiv figurano, con alcuni dei centri metallurgici, come sedi di produzione di autoveicoli commerciali e trattori, Charkiv si segnala per le locomotive, insieme con Zaporož´, e per macchinari agricoli vari e con Kiev per le produzioni elettrotecniche. Nel settore ‘leggero’, nella capitale e a Leopoli si ha la produzione di biciclette e autovetture; più diffuse sono le fabbriche di apparecchi radiotelevisivi ed elettrodomestici. Le città lungo il Dnepr concentrano quasi totalmente le produzioni della chimica pesante di base (acidi solforico, nitrico e cloridrico; soda, potassa, ammoniaca); Kiev è il maggior centro per le fibre artificiali e sintetiche, e insieme con Charkiv fornisce gran parte dei prodotti farmaceutici. Sempre sul Dnepr si trovano i cementifici, mentre le industrie tessili sono più disperse; tuttavia, anche in questo settore primeggiano Charkiv e la capitale, nella quale inoltre si trovano le maggiori fabbriche di tabacco, birra, pneumatici e calzature.

In costante crescita è il terziario, che occupa il 65,7% della forza lavoro, generando il 58,8% del PIL. Di rilievo soprattutto le attività commerciali e finanziarie. Il turismo offre ottime potenzialità, in particolare sulla costa del Mar Nero. La bilancia commerciale ha registrato, negli anni successivi all’indipendenza, andamenti altalenanti, prevalentemente negativi: le tradizionali esportazioni di prodotti alimentari e tessili e macchinari non riescono a compensare l’importazione, soprattutto di materie prime energetiche indispensabili per alimentare l’industria pesante. Oltre alla Russia, tra i principali partner commerciali dell’U. figurano la Germania, la Cina, la Turchia e la Polonia.

La rete stradale (169.422 km nel 2007) e quella ferroviaria (21.655 km, di cui solo 9000, tuttavia, elettrificati) sono discrete, ma necessitano di opere di ammodernamento. Gli aeroporti maggiori sono nella capitale, a Leopoli e Odessa, che è anche il maggior porto marittimo. Largamente sfruttati il Dnepr e i suoi principali affluenti per le comunicazioni fluviali.

PREISTORIA

Il Paleolitico medio, individuato in siti della Crimea, è caratterizzato da industrie litiche confrontabili a quelle del Musteriano dell’Europa occidentale. Per il periodo più antico dell’U., il sito all’aperto Moldova I (Moldavia) presenta 9 livelli abitativi, di cui 5 musteriani, e resti di ossa di mammut datate a 44.000 anni fa; il Moldova V copre l’arco temporale dal Musteriano all’Epipaleolitico. Siti nei bacini del Donec, della Desna e del Dnepr documentano complessi anteriori o coevi al Maddaleniano. Mežirič presso Kiev ha dato resti di mammut, tra cui un cranio decorato con ocra, risalenti a 18.000-14.000 anni fa.

Nel Sud-Ovest dell’U., a partire dal 5° millennio a.C., apparvero le prime comunità neolitiche di provenienza balcanica, appartenenti alla cultura danubiana; successivamente la regione fu raggiunta dalla cultura di Tripol´e. L’attività agricola si affermò nella zona fertile delle terre nere già all’inizio del 4° millennio, mentre a occidente del Dnepr e in Crimea continuò la tradizione mesolitica basata sulle attività di caccia, pesca e raccolta. Con l’inizio dell’età del Bronzo, verso il 2000 a.C., giunsero dall’Europa centrale i gruppi della ceramica a cordicella e dell’anfora globulare, in parte fondendosi con la preesistente tradizione culturale di Tripol´e. Dal 13° al 7° sec. a.C., movimenti di genti dalla Siberia portarono in U. popolazioni nomadi e guerriere che introdussero la metallurgia; si intensificarono gli scambi tra i gruppi, stimolati dalla ricerca delle materie prime. In U. orientale popolazioni appartenenti alla cultura delle ‘tombe di legno’ sfruttarono, dal 12° al 5° sec. a.C., le miniere di rame; nell’età del Ferro si evolvette la metallotecnica, con la presenza di fornaci fisse (1° millennio a.C.).

STORIA

1. Dalle origini al periodo sovietico

I territori a E e a O del Dnepr che sarebbero poi stati chiamati U. furono occupati da popolazioni slave nei sec. 6°-7° d.C. Nella seconda metà del 9° sec. si trovavano sotto l’organizzazione politica della Rus´ di Kiev (➔ Russia). Nel 1139 la Rus´ si frammentò in numerosi principati, che l’invasione dei Tatari nel 1237-41 ridusse a condizione di vassallaggio. Nel 1362 il granduca di Lituania Algirdas sottrasse l’intera terra di Kiev ai Tatari per annetterla alla Lituania; quando nel 1386 la Polonia e la Lituania decisero l’unione dinastica dei due Stati, i Polacchi cominciarono ad avanzare verso est nei vasti territori che da allora si cominciarono a designare come ukraina («al confine»). Una parte della popolazione rutena preferì allora spostarsi verso SE, nella grande regione sul medio Dnepr.

I Cosacchi del Dnepr alla fine del 16° sec. stabilirono il loro centro oltre le cateratte del basso Dnepr, sulle isole del fiume e si costituì la Zaporožskaja Seč´, l’organizzazione politica guidata da un etmano eletto dall’assemblea (rada) dei Cosacchi. Nel 1569, il territorio del medio Dnepr colonizzato dai Cosacchi fu separato dalla Lituania e incorporato nella Polonia. I Polacchi, per piegare i Cosacchi, ne assunsero alcuni reparti armati al proprio servizio, esigendo che gli altri tornassero alla condizione di contadini. Le differenze di confessione religiosa nella popolazione dell’U. (cattolici di rito latino, in maggioranza Polacchi, cattolici uniati, Ruteni e ortodossi, in maggioranza Cosacchi) aggravarono i contrasti. Quando i Polacchi costruirono presso le cateratte del Dnepr la fortezza di Kodak, i Cosacchi si ribellarono a più riprese e con l’etmano Bogdan Chmel´nickij, dopo alterne vicende, ottennero la protezione dello zar di Russia (1654). Il successore di Chmel´nickij, Vykovskij, cercò di sottrarre l’U. alla protezione russa, finché con il trattato di Andrusovo (1667) l’U. fu divisa tra Polonia, cui andarono i territori sulla destra del Dnepr, e Russia, che ebbe quelli sulla sinistra del fiume e la città di Kiev. L’etmano Pëtr Dorošenko si rivolse allora al sultano Maometto IV e nel 1672 i Turchi imposero alla Polonia la pace di Buczacz, per la quale l’U. polacca passò sotto la protezione turca. La Polonia recuperò poi quei territori nel 1684 per opera di Giovanni Sobieski. Nell’U. russa, fallito il tentativo dell’etmano Ivan Mazepa di ribellarsi al potere russo con l’appoggio di Carlo XII di Svezia (1708), lo Stato cosacco venne gradualmente spogliato di ogni autonomia e ridotto infine a provincia russa. Con la seconda spartizione della Polonia (1793), anche le terre ucraine alla destra del Dnepr passarono alla Russia.

La resistenza al processo di russificazione si accentuò verso il 1840, facendo capo a Kiev. A seguito delle persecuzioni subite dai nazionalisti ucraini, e ancor più dopo le restrizioni imposte dal governo all’uso della lingua ucraina, centro dell’attività dei patrioti ucraini divenne Leopoli, in territorio austriaco. Le condizioni per l’indipendenza maturarono tuttavia solo negli anni del Primo conflitto mondiale, quando l’Impero russo fu travolto dalla rivoluzione del 1917 e l’Impero asburgico dalla sconfitta in guerra. Raggiunta l’indipendenza tra il 1918 e il 1919, nel 1922 l’U. divenne parte dell’Unione Sovietica, al cui destino rimase legata – con la parentesi della brutale occupazione nazista (1941-44) durante la Seconda guerra mondiale – ancora una volta in un quadro di pesante oppressione, sino agli inizi degli anni 1990.

2. La repubblica ucraina indipendente

Già verso la fine degli anni 1980, nel contesto generale della caduta dei regimi comunisti, riemerse in U., teatro del gravissimo incidente nucleare di Černobyl´ nel 1986, una tendenza nazionalista, che venne fatta proprio anche da una parte della leadership comunista. L’U. proclamò l’indipendenza dall’Unione Sovietica nell’agosto 1991, entrando a far parte della CSI. Presidente della Repubblica fu eletto Leonid M. Kravčuk (n. 1934).

Il paese dovette affrontare complesse trattative con la Russia e con gli Stati Uniti per lo smantellamento dell’arsenale nucleare di epoca sovietica, come anche l’avvio di una difficile transizione alla democrazia e all’economia di mercato; i problemi legati all’acquisita indipendenza erano amplificati, rispetto agli altri paesi dell’Est europeo, dalle dimensioni del nuovo Stato, la varietà dei gruppi sia etnici sia linguistici che lo componevano nonché l’importanza dei legami storici e culturali con la Russia. Un clima di instabilità politica, causato dall’irrisolto contrasto tra il presidente L. Kučma (n. 1938) – in carica dal 1994 e rieletto nel 1999 e la cui amministrazione aveva assunto caratteristiche sempre più autoritarie e oligarchiche – e il Parlamento, che aveva visto ridotti i propri poteri nel 2000, si inseriva in un contesto economico contrassegnato da disoccupazione, criminalità organizzata e corruzione, diventata un vero e proprio sistema di potere. Nel corso del 2001, accanto alle manifestazioni di piazza contro il presidente, già al centro di due gravissimi scandali, si aveva una riorganizzazione delle forze in campo, con le dimissioni e il passaggio all’opposizione di esponenti di spicco del governo, in particolare J.V. Tymošenko (n. 1960) e V.A. Juščenko (n. 1954), quest’ultimo dal 1999 primo ministro, principali promotori di una vasta mobilitazione contro Kučma. Il filorusso V.F. Janukovič (n. 1950), eletto nel 2004 presidente, dinanzi alle accuse di brogli e alle manifestazioni di piazza della ‘rivoluzione arancione’, dovette acconsentire a nuove votazioni, che assegnarono la presidenza al filoccidentale Juščenko. La tormentata vicenda elettorale palesava la frattura tra le regioni orientali russofone e russofile e quelle occidentali favorevoli a riforme economiche e integrazione europea.

Lo schieramento occidentalista ha incontrato numerose difficoltà, tra cui la rottura tra Juščenko e il suo primo ministro Tymošenko (2005), costretta a dimettersi e passata all’opposizione, e la questione della dipendenza energetica da Mosca. Sempre più isolato, il breve governo di J. Jechanurov (n. 1948) ha subito nel 2006 una cocente sconfitta nelle elezioni e si è affermata la formazione avversa di Janukovič, il cui governo è durato però anch’esso poco più di un anno ed è stato segnato dall’aspro braccio di ferro con la presidenza. La Tymošenko è stata primo ministro dal 2007 al 2010, quando, dopo essere stata sconfitta alle presidenziali da Janukovič, ha lasciato la guida del governo all’ex ministro delle Finanze M.J. Azarov. Le elezioni parlamentari tenutesi nell'ottobre 2012, sulla cui regolarità gli osservatori dell'OCSE hanno sollevato serie obiezioni, hanno registrato il successo del Partito delle Regioni di Janukovič, che ha ottenuto 191 seggi su 450, mentre la seconda forza in campo è la coalizione Patria di Tymošenko (103 seggi), seguita dal partito di opposizione dell’Udar dell'ex-pugile V. Klitschko (40 seggi), e dalla destra nazionalista (35 seggi).

Nel dicembre 2013, dopo che il mese precedente il presidente Janukovič si era rifiutato di sottoscrivere, cedendo alle pressioni di Mosca, il trattato di associazione con l'Unione Europea, violente manifestazioni di piazza duramente represse dalle forze dell'ordine hanno agitato il Paese. Le proteste sono proseguite nel mese di gennaio nonostante l'emanazione di severi provvedimenti volti a limitare la libertà d'espressione e il diritto a manifestare, interessando anche le sedi istituzionali della capitale e costringendo il premier Azarov a rassegnare le dimissioni per facilitare una soluzione pacifica del conflitto. Il 22 febbraio 2014, dopo un inasprimento degli scontri e grazie alla mediazione dell’Ue, l’opposizione ha accettato di siglare con Janukovič un accordo che fissava elezioni presidenziali anticipate da tenersi entro il dicembre successivo, il ritorno alla Costituzione del 2004 in modo da limitare i poteri del presidente e formare un governo di unità nazionale e un’amnistia che ha depenalizzato anche il reato di abuso di potere ascritto a Tymošenko; lo stesso giorno il Parlamento ucraino ha votato una risoluzione che fissava al 25 maggio dello stesso anno le elezioni presidenziali anticipate, destituendo Janukovič con l’accusa di avere violato i diritti umani e approvando la liberazione immediata di Tymošenko, il cui braccio destro O. Turčinov è stato eletto presidente ad interim, mentre la carica di premier è stata assunta da A. Jatsenjuk.

A seguito di tali eventi, nel marzo 2014 forze filorusse hanno assunto il controllo delle basi militari ucraine in Crimea, e il Consiglio supremo della Repubblica autonoma di Crimea ha votato la secessione dall’U. e la richiesta di annessione alla Federazione russa, decisione confermata con il 97% dei voti favorevoli da un referendum popolare. Nonostante il mancato riconoscimento della comunità internazionale e l’emanazione di sanzioni da parte di Stati Uniti ed Unione europea, il 18 marzo V.V. Putin ha firmato il trattato di adesione della Crimea alla Federazione russa.

Alle elezioni presidenziali ha trionfato, ottenendo al primo turno oltre il 55% dei voti e sconfiggendo nettamente Tymošenko, l'industriale P. Porošenko, filo-occidentale, favorevole all'integrazione con l'Unione europea e alla cessazione dei conflitti, il quale nel mese di agosto ha sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni. Le consultazioni, svoltesi a ottobre, sono state disertate dall'elettorato delle regioni orientali di Donetsk e Lugansk, che ribellandosi al potere centrale si sono proclamate repubbliche indipendenti, usufruendo del sostegno delle truppe russe schierate al confine che hanno fornito appoggio logistico e militare ai ribelli, ciò comportando l’emanazione da parte di Usa e Ue di ulteriori, pesanti sanzioni economiche. I risultati elettorali hanno visto l’affermazione dell'orientamento filo-occidentale, sancendo la vittoria di misura del Fronte popolare del primo ministro Jatsenjuk, che ha ottenuto circa il 22,2% dei voti (pari a 65 seggi) contro il 21,8% (pari a 63 seggi) aggiudicatosi dal blocco del presidente Porošenko, mentre la tornata elettorale svoltasi nel mese successivo nelle regioni separatiste di Lugansk e Donetsk per eleggere capi locali e organismi legislativi, ritenuta illegittima da Ue e Usa ma valida da Mosca, ha prevedibilmente sancito la vittoria della leadership filorussa, con il partito del capo separatista A. Zakharcenko che ha ottenuto il 65% dei consensi a Donetsk e, nella regione di Lugansk, il netto successo di I. Plotniski, con il 63% dei voti. Nei mesi successivi sono proseguiti gli sconfinamenti di mezzi militari e truppe russe in territorio ucraino; il settore orientale del Paese è diventato teatro di sanguinosi scontri tra i separatisti e l’esercito ucraino, e solo nel febbraio 2015 a Minsk (Bielorussia), grazie alla mediazione di Germania e Francia, le parti hanno trovato un’intesa per il cessate il fuoco, che comunque viene ritenuta dalla comunità internazionale estremamente fragile.

Sul fronte interno, l'esecutivo guidato da Jatsenjuk ha continuato a soffrire di una grande instabilità: accusato dagli altri membri della coalizione al governo di frenare le riforme e di ostacolare le inchieste sulla corruzione, nell'aprile 2016 il premier ha rassegnato le dimissioni, dopo aver già superato nel febbraio precedente una mozione di sfiducia che lo aveva però privato della maggioranza; nello stesso mese ha assunto la carica di premier V. Groysman, presidente del Parlamento e uomo molto vicino a Porošenko. Le consultazioni presidenziali svoltesi nel marzo 2019, in un Paese che soffre di una situazione economica e politica in progressivo peggioramento e incapace di porre freno alla corruzione, hanno registrato l'affermazione del comico televisivo V.A. Zelenskij, che ha ottenuto il 30,2% dei suffragi contro il 15,9% aggiudicatosi dal presidente uscente, sconfiggendolo al ballottaggio con il 73,7% dei consensi e subentrandogli nella carica. Nel maggio successivo, subito dopo essersi insediato ufficialmente, l'uomo politico ha annunciato lo scioglimento del Parlamento, nel quale il suo partito non aveva rappresentanza, e l'indizione di nuove elezioni; svoltesi nel mese di luglio, le consultazioni hanno confermato la vasta adesione popolare alla formazione politica del presidente, che ha ottenuto il 43% circa dei voti, il miglior risultato dall'indipendenza del Paese. La fragilità strutturale del Paese, dove nel secondo decennio del 21° secolo si è andata acuendo la polarizzazione tra una maggioranza costituita da sostenitori di una politica vicina all’Unione europea e alla NATO, fortemente appoggiata dagli Stati Uniti, e fazioni filorusse – concentrate essenzialmente nelle regioni separatiste di Lugansk e Donetsk nel Donbass – ha prodotto dal novembre 2021 un riacutizzarsi delle tensioni con Mosca provocate da un eventuale allargamento della NATO, suscitando una reazione di aperta ostilità della Russia che, esasperando le divisioni del fronte atlantico, ha schierato truppe lungo i confini. Fallito ogni tentativo di mediazione politica e di risoluzione diplomatica del conflitto, nel febbraio 2022, dopo aver riconosciuto l'indipendenza delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk e nonostante l'imposizione da parte dell'Occidente di pesantissime sanzioni economiche, la Russia ha avviato una “operazione militare speciale” nel Paese, invadendo la regione di Kiev e lanciando offensive contro numerose città. Seppur mobilitando anche milizie irregolari e paramilitari, impedendo la praticabilità dei corridoi umanitari e non rispettando il cessate il fuoco - così da bloccare la fuga da città quali Mariupol’, Sumy e Charkiv, dove si è aperta una gravissima emergenza umanitaria -, l’avanzata delle forze russe è proseguita lentamente, ostacolata dalla controffensiva ucraina. Dopo il fallimento di vari tentativi negoziali e l’imposizione da parte dei Paesi occidentali di durissime sanzioni economiche, quali il congelamento delle riserve russe di valuta straniera, l'espulsione di alcune banche dal sistema di pagamenti globali SWIFT e – negli Stati Uniti e in Gran Bretagna – il blocco delle importazioni dalla Russia di gas e petrolio, l’offensiva russa si è intensificata, arrivando nel mese di marzo a interessare luoghi strategici quali le centrali nucleari di Chernobyl e Zaporižžja, ad accerchiare Kiev e a espandersi verso il settore occidentale del Paese.

LINGUA

L’ucraino, secondo la tripartizione classica, appartiene, insieme al russo e al bielorusso, al gruppo delle lingue slave orientali. È la seconda lingua slava per numero di parlanti (46 milioni, ai quali va aggiunto il grande numero di Ucraini dell’emigrazione). Le sue principali caratteristiche a livello fonologico sono: l’esito i dello ě (jat): per es., dilo «cosa» dal paleoslavo dělo; il passaggio di o ed e a i in sillaba chiusa dopo la caduta della semivocale finale: nis «naso» da nošu, lid «ghiaccio» da ledŭ; le vocali i ed e etimologiche che non causano la palatalizzazione; l’okanie ovvero la pronuncia chiara [o] di o atona: ucr. hovoriti ‹hovorìti› «parlare», russo govorit´ ‹gavarìt’›; a livello morfologico, la forma in -ja del nominativo sing. neutro del paleoslavo in -je: pisannja «scrittura» da pisanje; la marca dell’infinito in -ti: hovoriti; la forma del preterito sing. di soggetto maschile in -v: pitav «ho chiesto» da pitalŭ. Numerosissimi i polonismi sintattici e lessicali dovuti all’influsso polacco dei sec. 16°-17°. Dopo alterne vicende, l’ucraino divenne lingua letteraria nazionale agli inizi del 19° secolo.

LETTERATURA

1. Dalle origini al barocco ucraino

Le origini della letteratura ucraina corrispondono storicamente al periodo del principato di Kiev (988-1240). In tale fase non è possibile una distinzione tra le letterature che si sarebbero poi definite come russa, ucraina e bielorussa; per tale ragione il ricco patrimonio della Rus´ kieviana, dai testi a carattere religioso a quelli storici e folclorici, non è ascrivibile a una singola letteratura nazionale. Dopo la fine della civiltà kieviana, il suo retaggio fu in parte raccolto dal principato moscovita, mentre il centro politico e culturale della regione ucraina si spostò più a occidente nel principato di Galizia e Volinia. L’annessione della Volinia al Granducato di Lituania segnò l’inizio del declino dell’attività letteraria. Nel 14° sec. e parte del 15° la tradizione culturale si mantenne viva soltanto nella cronachistica e nella letteratura orale (canti rituali e agricoli, canzoni liriche ed epiche), conosciute attraverso testimonianze e trascrizioni molto tardive.

Nel 15°-16° sec. l’influsso umanistico-rinascimentale si manifestò dapprima attraverso le opere di letterati cattolici, che scrivevano in latino e in polacco. Una seconda fase, in epoca ormai barocca, si ebbe con la rielaborazione degli insegnamenti umanistico-rinascimentali a opera degli Slavi orientali di cultura greca e confessione ortodossa. Alla pressione della Chiesa cattolica (istituzione di case e scuole di gesuiti) e alla conversione al cattolicesimo della grande nobiltà rutena, il clero ortodosso reagì creando scuole che divennero centri di difesa e rinnovamento della tradizione ortodossa e nello stesso tempo di affermazione di una cultura sincretica di alto profilo. Il primo di questi centri, ancora di origine laica, è l’Accademia di Ostroh (russo Ostrog), fondata nel 1580, dove fu stampata la prima edizione completa della Bibbia in area ortodossa (Ostroz´ka Biblija, 1581). Più tardi (16°-17° sec.) personalità dominanti furono M. Smotryc´kyj, polemista e filologo, autore della più importante Grammatica dello slavo ecclesiastico, I. Vyšens´kyj, P. Berynda, S. Zizanij, apologeta e polemista, e Z. Kopystens´skyj. A cavallo tra il 16° e il 17° sec. si affermò una poesia colta, con un indirizzo ‘tradizionalista’, di più stretta osservanza religiosa d’impronta slavo-greca (P. Berynda, K. T. Stavrovec´kyj), e uno ‘occidentalizzante’, più aperto a istanze laiche e alle suggestioni della cultura latino-polacca (K. Sakovyč, S. Počas´kyj).

Fenomeno complesso e per molti versi contraddittorio fu il barocco ucraino (ruteno); suo punto nodale è la decisa svolta verso l’Occidente, pur nella piena consapevolezza della propria identità da parte dei letterati, siano essi ortodossi o uniati e che scrivano in ucraino, in latino o in polacco. Accanto ai generi dominanti, come la storiografia (F. Sofonovyč, J. Gizel´, S. Velyčko), le descrizioni di viaggio (V. Hryhorovyč-Bars´kyj), gli epistolari, le autobiografie e i racconti cavallereschi di derivazione occidentale, nel nuovo sistema letterario trovano posto anche la prosa polemica (I. Vyšens´kyj, M. Smotryc´kyj) e quella oratoria (I. Galjatovskij, L. Baranovyč, D. Tuptalo, S. Javorskij). Ma le innovazioni più evidenti si registrano nella poesia e nella drammaturgia, grazie anche alla diffusione dei trattati di poetica (di F. Prokopovič nel 1705; di M. Dovnalevs´kyj nel 1736), basati sui dettami occidentali. La poesia barocca predilesse l’elemento epico (Sakovyč, Smotryc´kyj), dove ampio spazio fu dato all’epopea cosacca (I. Paškovs´kyj, S. Divovyč). Genere poetico per eccellenza fu l’epigramma, che ebbe il suo maestro in I. Velyčkovs´kyj. Nel teatro, particolarmente originali furono gli intermezzi e la forma popolare del vertep, che costituirono le basi della commedia ucraina.

2. 18°-19° secolo

Con l’inizio del Settecento la fioritura culturale volse al declino, sancito dalla proibizione dell’uso della lingua ucraina (1721). Le maggiori personalità passarono al servizio della Russia, dove la Scuola Kieviana ricoprì un ruolo primario, mentre la letteratura prodotta in U. si esprimeva nelle forme popolari della tradizione orale e dei componimenti satirici, soprattutto anticlericali, e tornava a essere anonima, anche per quanto riguarda opere significative come il dramma Milost´ Božija («La Grazia divina», 1728) e la Istorija rusiv («Storia del popolo della Rus´», 1770 circa). Personalità d’eccezione della seconda metà del 18° sec. fu il poeta e filosofo H. Skovoroda, punto d’incontro tra eredità del passato e proiezione verso la modernità.

La rinascita della letteratura ucraina, definitivamente in lingua popolare, si ebbe solo alla fine del Settecento grazie al poeta e drammaturgo I. Kotljarevskij. Nel genere del travestimento lo avrebbero seguito P. Hulak-Artemovs´kyj (celebri gli adattamenti delle Odi di Orazio) e G. Kvitka. Intanto a Kiev era succeduta come nuovo centro della cultura nazionale Char´kov, divenuta sede universitaria nel 1805, dove si svolse un’intensa attività in campo storico, etnolinguistico, folclorico e letterario (I. Sreznevskij; Scuola romantica di Char´kov, con L. Borovs´kyj, A. Metlyns´kyj, M. Petrenko). Peculiare della cultura ucraina dell’Ottocento fu l’impegno etico e nazionale: in questo senso operarono N. Kostomarov, padre della moderna storiografia, lo scrittore P. Kuliš, M. Vovčok, il poeta T. Ševčenko. La reazione zarista non si fece attendere: tra il 1863 e il 1881 fu proibito di nuovo l’uso della lingua ucraina in letteratura, nella stampa, nel teatro, nella scuola e ciò determinò l’emigrazione nella Galizia austriaca di prestigiose personalità. Alla fine del secolo la prosa realistica trovò i suoi migliori interpreti in O. Konys´kyj, B. Hrinčenko, I. Nečuj-Levic´kyj e P. Mirnyj. Anche il teatro seguì la linea romantico-etnografica, testimoniata dalle opere di M. Staryc´kyj, M. Kropynyc´kyj e I. Tobilevyč.

3. Dagli inizi del 20° sec. all’era postsovietica

Nei primi decenni del 20° sec., al recupero delle radici nazionali si accompagnò un processo di reintegrazione nell’alveo culturale europeo e in quest’ottica fu anche riletta e recuperata l’esperienza barocca. In questo periodo convissero in una felice osmosi orientamenti realisti (L. Ukrajinka, M. Kocjubins´kij), realistico-impressionisti (V. Stefanyk, M. Čeremšyna, S. Vasyl´čenko, V. Vynnyčenko; nonché, per la poesia: A. Kryms´kyj, B. Lepkyj, V. Pačovs´kyj), neoclassicisti (M. Zerov, M. Ryl´skij), simbolisti (O. Oles, J. Savčenko, M. Tereščenko), futuristi (M. Semenko, O. Slisarenko). Un gruppo a sé formarono gli scrittori proletari, tra cui i poeti V. Čumak, V. Ellan-Blakytnyj, V. Sosjura, e i prosatori J. Janovskij e O. Dosvitnij; nel teatro emerse la figura di M. Kuliš. Meno ascrivibili a una corrente letteraria sono personalità come l’umorista O. Vyšnja, il parodista K. Burevyj, il narratore H. Kosynka, il raffinato poeta M. Bažan.

Gli anni 1930 segnarono la fine di qualsiasi anelito culturale: l’unica estetica permessa fu quella del realismo socialista. Molti scrittori finirono vittime delle epurazioni staliniane, altri si adeguarono alla linea imposta dal regime, per poi tornare all’originaria creatività (Ryl´skij, Bažan); altri rimasero legati ai dettami del partito, altri emigrarono. Il disgelo degli anni 1950 portò alla riabilitazione di alcuni degli scrittori messi al bando e a una maggiore libertà espressiva. La rottura definitiva con i moduli del realismo socialista si ebbe con il gruppo dei šistdesjatnyky (i poeti I. Sverstjuk, I. Svitlyčnyj, L. Kostenko, V. Symonenko, I. Drač). Nel decennio successivo emersero nuovi talenti poetici come M. Vorob´jov e I. Žylenko, mentre la prosa conobbe una notevole vitalità grazie a H. Tjutjunnyk e agli esponenti del romanzo magico (chymernyj roman; V. Zemljak, P. Zahrebel´nyj, V. Ševčuk); si affermarono quindi nuovi orientamenti letterari di sofisticata cultura, tra tagliente ironia e ricerca formale (L. Rymaruk, O. Zabuško, V. Neborak, O. Lyšega, J. Paškovs´kyj).

Mentre venivano recuperati i grandi scrittori destinati all’oblio dal regime, con la fine dell’URSS anche alla letteratura dell’emigrazione è stato riconosciuto finalmente il diritto di far parte integrante della storia letteraria ucraina: in questo ambito va ricordata l’attività, fra le due guerre, dei centri di Praga (J. Darahan, O. Stefanovič, O. Teliha, L. Mosendz, O. Ol´žyč) e di Varsavia (J. Lypa, N. Livc´ka-Cholodna) e, dopo la Seconda guerra mondiale, degli scrittori operanti nella Germania Occidentale e in Austria (il critico letterario G. Shevelov, i narratori U. Samčuk, J. Klen, I. Bahriany e i poeti V. Barka, V. Lesyč), poi in gran parte emigrati in America Settentrionale. Qui emersero al loro fianco nuovi autori (M. Irchan; M. Mandryka; I. Kiriak) e, verso la fine degli anni 1950, si formò il ‘Gruppo di New York’ (J. Tarnavs´kyj, B. Bojčuk, E. Andijevs´ka, V. Vovk, P. Kylyna). Né va dimenticato il rigoglio letterario ucraino che si ebbe in Cecoslovacchia al tempo della Primavera di Praga (le poesie di S. Makara e S. Hostyak, e novelle psicologiche di J. Biss e V. Dacei).

ARTE E ARCHITETTURA

1. Dal Medioevo al 19° secolo

La produzione artigianale dei nomadi delle steppe e alcuni oggetti d’oro e d’argento d’origine greca ed ellenistica sono le più notevoli manifestazioni artistiche dell’U. durante i primi secoli d.C. L’arte nei principati di Kiev e di Černigov nei sec. 11°-12° fu parte inscindibile della cultura artistica russa. Solo dopo il 13° sec. la cultura della futura U. cominciò ad acquistare fisionomia propria. La lunga occupazione del territorio da parte dei sovrani lituani e polacchi portò a un’originale fusione di elementi della cultura russa ortodossa e di quella cattolica degli Slavi occidentali. Dell’architettura dei sec. 14°-15° sono pervenute fortezze, castelli (Luck, Hotin, Kamenec-Podolskij, Ostrog) e monasteri fortificati (Mežirič). Le chiese di quest’epoca (a Ostrog, a Mežirič) mantengono pianta a croce, con cupola a sesto rialzato; si introducono tamburi poligonali.

Le icone si distinguono per un gusto popolare e arcaizzante. In quelle dei sec. 16° e 17° appaiono scene di vita locale; le ricerche di plasticità mostrano l’influenza occidentale. Le icone del 17° sec., eseguite con gusto per i dettagli, ricevono splendidi rivestimenti barocchi d’argento. Le iconostasi hanno esuberante fastosità. Il grande sviluppo dell’incisione (centri a Leopoli, Kiev, Počaev) influisce sulla pittura. Dalla fine del 16° sec., nella pittura, accanto alle icone, appaiono i primi ritratti (scuola di Leopoli).

Nel 16° sec. nell’architettura dell’U. occidentale predominano ornamentazioni rinascimentali (Leopoli, Luck), che nei sec. 17°-18° cedono il posto, dopo la diffusione del cattolicesimo dalla Polonia, a un monumentale barocco (collegio dei gesuiti a Kremenec, cattedrale di Leopoli, monastero di Počaev). Un carattere originale hanno nei sec. 16°-18° le chiese lignee a tre o quattro ambienti coperte di tetti piramidali o con cupole a casco; se ne conservano esempi nella Volinia (Niskeniči) e nei Carpazi (Leopoli, Drogobyč, Chust, Rachov, Mukačev ecc.), e anche a Poltava e Novomoskovsk. Nell’U. orientale l’antica architettura russa si fonde con elementi delle costruzioni lignee e con accenti barocchi (cattedrale di Char´kov, chiesa della Trinità a Černigov, chiesa di Gustyn, chiesa di Ognissanti e monastero Kievo-Pečerskaja Lavra a Kiev, monastero Gustinskij a Priluki). Nella seconda metà del 18° sec. e nella prima metà del 19° in U. lavorano molti architetti da Mosca e San Pietroburgo: J. Schädel (campanile di Lavra Kievo-Pečerskaja), A. Kvasov (cattedrale di Kozelec), I. Mičurin (S. Andrea a Kiev, su progetto di B. Rastrelli), I. Starov (Ekaterinoslav), C. Cameron (palazzo a Baturin), G. Quarenghi (palazzi a Hotin e a Ljaliči), A. Zacharov (cattedrale di Ekaterinoslav), K. Thomas de Tomon (Colonna della Gloria a Poltava). Nella seconda metà del 19° sec. predomina il gusto eclettico (S. Vladimir a Kiev di I. Štrom, Università di Leopoli di J. Gochberger, Università di Cernovcy di I. Glavka, Teatro di Odessa). I tentativi di far rivivere lo stile nazionale (Museo Etnografico di Poltava di V. Kričevskij) e le tendenze dell’art nouveau (casa Gorodeckij a Kiev) caratterizzano l’architettura tra fine 19° e inizio 20° secolo.

Le personalità più significative nella pittura del 19° sec. sono T. Ševčenko, propagatore del realismo critico, i paesaggisti S. Svetoslavskij, K. Kračkovskij, S. Vasilkovskij, i pittori di genere K. Trutovskij, N. Pimonenko, N. Muraško, I. Ižakievič, K. Kostandi. Il secolo vede anche lo sviluppo dell’artigianato: tappeti di Kiev, vetri soffiati di Černigov e Leopoli, porcellane, ceramiche, tessuti decorativi, ricami e pelli stampate.

2. 20°-21° secolo

Figura di rilievo dei primi decenni del 20° sec. è M. Bojčuk (1882-1939) che, con la sua scuola (I. Padalka, V. Šedljar, O. Pavlenko, S. Nelepinskaja-Bojčuk, M. Rokickij), svolge un ruolo importante nel periodo sovietico, nell’ambito dell’ARMU (Associazione dell’arte rivoluzionaria dell’U.) con una pittura volta all’epicità dei contenuti e alla monumentalità delle forme, ispirata alla tradizione russo-bizantina e al Rinascimento italiano. Va ricordata l’attività in U. di A. Exter, di K.S. Malevič,V.E. Tatlin e D.D. Burljuk. In questo periodo diffuso è anche il neoprimitivismo, collegato con la tradizione del folclore ucraino (A. Sobačko-Šostak, V. Dovgannja, E. Pšečenko, B. Kosarev, M. Sinjakova); il gruppo dei formalisti (A. Petrickij, V. Ermilov, A. Bogomazov, B. Erdman, L. Kiščeeva) viene sciolto all’inizio degli anni 1930.

In architettura, il costruttivismo, che ha nella centrale idroelettrica sul Dnepr (1929-32, V. Vesnin) una delle realizzazioni più significative, è rappresentato da P. Alëšin, V. Os´mak, N. Manučarova; continuano anche correnti nazionali che si riallacciano al barocco ucraino e all’architettura lignea. Nel secondo dopoguerra, tecniche e modi dell’architettura internazionale prevalgono e particolare attenzione è data al restauro e alla ricostruzione dei centri cittadini e dei monumenti storici: emancipazioni dagli stilemi usuali, effetto della dominante sovietica, si hanno con la ridefinizione di edifici e aree urbane, quali, per esempio, il progetto (2005) per la ricostruzione della penisola Rybalskyi nell’ambito degli interventi per la città di Kiev. A questo diffuso orientamento si associano opere di architettura che risentono, sin dagli anni 1980, delle tendenze postmoderne e high-tech.

Le tradizioni dell’avanguardia, in pittura, sono riprese da A. Summar. L’arte ‘non-ufficiale’ dell’U. è caratterizzata dall’eterogeneità e dalla compresenza di forme tradizionali e innovatrici: una corrente ‘neofolcloristica’ è rappresentata da I. Marčuk, l’astrazione espressiva da V. Lamach, la pittura concettuale da V. Ažaža, le installazioni da F. Tetjanič, la tradizione monumentale del «bojčukismo» da G. Sinica. Una delle principali figure dell’underground ucraino è K. Levič. La ‘scuola di Odessa’ (J. Jastreb, V. Marišok, O. Vološinov, E. Rachmanin) è connotata dal carattere intimistico e dall’interesse per la pittura occidentale.

Di rilievo è l’attività degli incisori, che continua le tradizioni dei maestri dell’inizio del secolo e degli anni 1920-30.

Gli scultori traggono ispirazione dalle esperienze artistiche all’estero (A. Sucholit) oppure rivisitano tradizioni popolari (M. Stepanov). Verso la fine del 20° sec., attenuato il legame con Mosca, più intensi si fanno i rapporti con i paesi limitrofi e con l’Europa occidentale. I mezzi espressivi tradizionali di pittura e scultura, oltre che in opere di artisti affermati come T. Jablonskaja, O. Dubovyk e A. Kryvolap, artista non figurativo, trovano nuova linfa nei monocromi di B. Gabianuri; nella nuova figurazione di O. Holosyj; nella pittura materica e gestuale di R. Kostaš e A. Kryvolap; nelle sculture di vimini di T. Babak. Si prediligono forme espressive come installazione, performance, fotografia e video: B. Michailov; V. Bažaj; S. Bratkov e O. Tistol; O. Hnilic´kyj, tra i fondatori dell’Istituzione dei pensieri instabili (1966) di Kiev; O. Chepelyk; J. Solomko; tra fotografia, video e progetti multimediali: A. Savadov, I. Chichkan, D. Dulfan, I. Isupov, M. Zinec.




Il mio Podcast "Storie di Geopolitica" (sulle principali piattaforme di podcasting): https://open.spotify.com/show/3UiVY0f... Un grazie ad Andrea Muratore per l'intervista e la collaborazione: https://www.instagram.com/orceanwall/... Se volete approfondire: https://it.insideover.com/politica/co... Il Donbass è in una guerra civile da 7 anni, separato da milizie filo-russe e guerriglieri filo-governativi pro occidentali a favore dell'entrata dell'Ucraina nell'Unione Europea. In questo documentario affronteremo la questione del conflitto in Donbass (negli Oblast di Donetsk e Lughansk) partendo da tre domande chiave: 1) come si è originato il conflitto; 2) perché Russia e Ucraina si contendono il Donbass; 3) quali sono le prospettive di un'invasione futura della Russia nel bacino?


 
Il mio Podcast "Storie di Geopolitica" (sulle principali piattaforme di podcasting): https://open.spotify.com/show/3UiVY0f... Nel 2014 la Russa di Vladimir Putin, in concomitanza con le proteste in Ucraina (Euromaidan), diede avvio ad una rapida annessione della penisola di Crimea. L'evento fu il culmine di una storia lunga e tormentata. La Crimea è da sempre stata territorio di frontiera, crocevia di regni e imperi. Con il crollo dell'Unione Sovietica, la penisola rimase in possesso dell'Ucraina, nonostante la maggioranza russofona al suo interno. La debolezza nazionale ucraina diede così modo al Cremlino di avanzare le sue pretese territoriali sulla Crimea (e poi sul Donbass) nell'ottica non solo di riunificare i parlanti lingua russa ma anche di ampliare la propria sfera di influenza nel Mar Nero (ad es. importante in tal senso è la Flotta di Sebastopoli) ma anche nell'Europa orientale a scapito dell'alleanza NATO. Ripercorriamo brevemente la storia dell'annessione della Crimea, analizzando i vari punti di vista (occidentali e russi) sulle principali questioni, come anche sul referendum che convalidò l'entrata della penisola nella Federazione Russa nel marzo 2014.


 
 
 
Franco Bigini _ FrankPhoenixCinematografica

Sulla Guerra Russia_Ucraina


Mi chiamo Franco Bigini
( Frank PhoenixCinematografica ) mi definisco un "pubblicista indipendente", sono Presidente di un'associazione culturale
(#Cineclub)#PHOENIXCINEMATOGRAFICA e ci tengo a precisare che non sono un giornalista, ho la passione per il #video #reportage e mi qualifico come #cineoperatore indipendente. Nella nostra provincia di #Massa #Carrara ho affrontato il duro lavoro dell'#inchiesta #ambientale, grazie al filo diretto con la magistratura (esposti) e le forze dell'ordine (indagini) abbiamo ottenuto discreti risultati con il sequestro del #Depuratore #Lavello e il rinvio a #giudizio di diversi #indagati.
Inoltre ho registrato numerose interviste e fatto sopralluoghi ambientali che sono state montate in un documentario corto (Short Docufilm) dal titolo MORTE_DISON il documentario riguarda temi nazionali a carattere locale. Adesso di fronte ad una incombente #Guerra mondiale cominciata con l'invasione dell' #Ucraina da parte dell'esercito Russo di Putin mi sto' interessando alla situazione attuale #geopolitica, #militare e #sociale con l'ausilio di mezzi di comunicazione indipendenti dalla propaganda di GUERRA (soprattutto quella Russa del neo Zar Putin e filo Russa/Ucraina).



Sulla Guerra Russia_Ucraina
 
[7/4, 12:52] Phoenix Cinematografica: Giulio Marlia

Morbi in sem

Penso che #Putin sia uno squilibrato,totalmente privo di empatia, criminale di guerra,complice di chi si arricchisce con la guerra;Zelenskj mi pare pure lui abbastanza squilibrato,pure lui complice degli oligarchi ucraini (v. la villa a FDM),narcisista,egocentrico;Biden mi pare svampito,pronto ad una guerra mondiale,deciso a guadagnare potere e denaro (per le proprie industrie militari ed energetiche);i nazisti in Ucraina in misura limitata ci sono (v. Battaglione Azov,c'è anche uno di Lucca ex leader degli ultras Lucchesi di estrema destra);penso che le stragi di civili le abbiano commesse i soldati russi.
In sostanza i civili pagano il prezzo di una guerra folle come tutte (perché espandere la NATO ad est? e dall'altro punto di vista non credo che gli USA abbiano intenzione di conquistare porzioni della Russia).
Chi ci rimette veramente sono le persone normali,che perdono casa,lavoro,famiglia,vita (e anche noi europei che pagheremo un prezzo economico assai alto,mentre le multinazionali continueranno a ingrassare).
Credo sia dannoso fornire armi agli ucraini per prolungare il conflitto.
Gli altri paesi,L'ONU,il Papa,ecc. dovrebbero premere su Putin per ottenere il cessate il fuoco,in cambio della neutralità dell'Ucraina.
Se poi Putin venisse spodestato tanto meglio (ma anche Zelevskij).
Intanto però in Ungheria rieleggono il suo amico Orban,mentre Silvio tace e Matteo S. non sa che fare e pensa ai milioni persi per i contratti saltati con i russi.


PhoenixCinematografica:
http://www.phoenixcinematografica.it/soci-fondatori

VICE PRESIDENTE Giulio Marlia
Professione: Docente di Storia e Critica del cinema
Organizzatore Eventi Cultura



 
 
 

Morbi in sem

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La propaganda Sovietica Comunista Zarista di Putin ancora oggi riesce ad "incantare" gli Occidentali's Karma e buona parte della popolazione Russa, quest'ultima vittima della Censura e ritorsione Marziale, ma comunque a favore della "Operazione Speciale" della Madre Russia in Ucraina la stessa propaganda che sin dalla fine dell'ottocento e poi in tutto il novecento ha sovvenzionato partiti politici filo Russi come quello del Partito Comunista italiano primo fra tutti, e altri partiti ancora oggi (destra) e quindi (seguaci filo Russi) riuscendo a manipolare la società creando divisioni interne e non solo, ma riuscendo a farlo anche in altri Governi Internazionali con una strategia invidiabile ai migliori film di spionaggio e contro spionaggio, informazione e contro informazione: un esempio che ha fatto la storia è stato il film fiction fatto passare dalla propaganda Russa dell'epoca come film Documentario, celebre la scalinata di Odessa dove l'esercito russo fedele allo Zar ordina la fucilazione di civili inermi (donne e bambini) Corazzata Potenkim ..allora come oggi..
Buona visione e buona tristemente propaganda che miete vittime ancora cercando di occultare la realtà ed i cadaveri, oggi come allora..
(donne, bambini e uomini disarmati!)  #inchiesta 

 FrankPhoenixCinematografica



 

Sit velit


La propaganda Russa e l'ignoranza audiovisiva 

di Frank Phoenix Cinematografica


Che ignoranza di audiovisivi hanno i #Russi (malafede) e i Boccaloni: la polizia Ucraina è passata dal >>Viale Roma>>, ma non hanno trovato vittime, quindi è una invenzione dicono i Russi.. (ci credo, nel video pubblicato https://www.facebook.com/dalvostroinviato/videos/501550084842839 ,non erano ancora passati dal <<Viale Stazione>> dove c'erano state veramente le esecuzioni di civili #Ucraini!!!!) Anche giornalisti come Toni Capuozzo https://www.facebook.com/dalvostroinviato ci sono cascati sulle dinamiche audiovisive, sicuramente in buona fede a differenza dei Criminali Russi e dei Boccaloni sudditi della propaganda Sovietica! #inchiesta Frank PhoenixCinematografica

https://www.rainews.it/video/2022/04/immagini-satellitari-smentiscono-la-versione-russa-su-bucha-45ee6fcf-b311-4b57-b1da-de2e5ac37487.html?fbclid=IwAR1eVv0mggespA7QxWWdXGgHgziuYu-lkVtDL5PZGJDsFEU94tvVq-GpmNk



Bucha, Paolo Mieli smentisce Zelensky sul genocidio: l'errore del presidente ucraino

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Giada Oricchio 06 aprile 2022

Il linguaggio ha una sua importanza, anche in guerra. Ne è convinto Paolo Mieli L’ex direttore, sul Corriere della Sera ha spiegato che il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, talvolta ricorre a paragoni impropri . Dopo aver ricordato che il Wall Street Journal si è giustamente domandato perché Zelensky non si limiti a definire queste atrocità “crimini di guerra” anziché “genocidio”, Mieli ha sottolineato che ha ripetuto l’errore commesso quando tenne un discorso alla Knesset assimilando l’orrore nel suo Paese alla Shoah: “Che bisogno c’è di ricorrere ad una comparazione ad ogni evidenza impropria? Un vero genocidio lo può trovare nella storia del proprio Paese e nella sua memoria”. Cioè l’Holodomor, la carestia che tra il 1932 e il 1933 causò milioni di morti in Ucraina per volere dell’URSS.

“È documentato che Stalin intendesse sbarazzarsi di quei contadini ritenendoli potenzialmente ribelli. Li affamò deliberatamente, chiudendo i confini della regione, requisendo il grano e lasciandolo a marcire in silos sorvegliati da militari” ha scritto il giornalista aggiungendo: “Il fatto che ancora oggi si discuta tra gli storici se possano essere definiti genocidio quei lugubri eventi di novant’anni fa dovrebbe indurre Zelensky e i suoi a maneggiare con maggiore cautela la definizione degli atti criminali di cui attualmente sono vittima. Prima o poi i russi potrebbero adottare tecniche genocide nei confronti delle popolazioni non russofone che abitano nelle regioni sotto il controllo dell’esercito con la Z. A quel punto potremmo pentirci di aver sprecato quella parola per descrivere la tragedia di Bucha, Mariupol e di molte, troppe, altre città”.


Tabitha Smith


Intervista a Anatoly Fedoruk, il sindaco di Bucha

ZONA BIANCA_Rete4 Puntata del 10 aprile 2022

Smentita ampiamente dall'intervista del Sindaco di Bucha la versione della propaganda Russa, e a questo punto anche i dubbi di Toni Capuozzo .. https://www.facebook.com/dalvostroinviato

Scambio di accuse sulla strage della stazione di  Kramatorsk

ZONA BIANCA_Rete4 Puntata del 10 aprile 2022



La folla di civili in stazione, in fuga dalla guerra, è stata presa di sorpresa dal missile. Chi ha le colpe?


"Questa non è più la Cecenia o Aleppo: è la nuova Auschwitz"
A Mariupol "i russi usano forni crematori mobili per bruciare i corpi e coprire i crimini di guerra"

Su Telegram la denuncia del Municipio della città portuale: "Assassini che cancellano le loro tracce"

A Mariupol "i russi usano forni crematori mobili per bruciare i corpi e coprire i crimini di guerra" (rainews.it)

 
 
 
A Mariupol i soldati russi hanno allestito crematori mobili per bruciare i corpi degli abitanti uccisi e coprire le tracce dei crimini contro i civili. Lo riferisce il Comune di Mariupol su Telegram, citato da Unian.
 "Gli assassini stanno coprendo le loro tracce. I crematori mobili russi hanno iniziato a operare a Mariupol. Dopo il genocidio avvenuto a Bucha, che ha avuto risonanza a livello internazionale, la massima leadership russa ha ordinato la distruzione di qualsiasi prova dei crimini del suo esercito a Mariupol", si legge nella nota.
E ancora “i russi hanno trasformato Mariupol in un campo di sterminio. Questa non è più la Cecenia o Aleppo: è la nuova Auschwitz”.

Ucraina, Francesca Mannocchi e l'orrore di Bucha: 

"Ho visto i corpi e parlato con le persone. Soldati russi hanno sparato ai civili che cercavano di lasciare le loro case, ho raccolto tante testimonianze di esecuzioni deliberate"

 06/04/2022


CAMPAGNA CROWDFUNDING

Video Spot a Massa Carrara - Italia

Promuovo il territorio col mezzo audiovisivo dove ho costituito il Cineclub Phoenix Cinematografica


Breve riassunto


Mi chiamo Franco Bigini , sono Filmmaker e Presidente del Cineclub PHOENIX CINEMATOGRAFICA , tra gli audiovisivi prodotti elenco quelli iscritti nei circuiti Festival e in Archivio Nazionale dedicati a cinema indipendente:

  • Film documentario Provincia Apuana e Lucchesia Reportage a confronto . Il Teaser in proiezione-anteprima al Festival Cinematografico Lucca Film Festival Europa Cinema edizione 2017, al Cinema Centrale di Lucca nella sessione FOCUS (Anteprime film fuori concorso), Aprile 2017. Docufilm visibile su canale youtube Frank Phoenix Cinematografica https://www.youtube . com / watch? v = JiYRKb8rLFk   .Il Film Documentario è stato poi proiettato al Lucca Film Festival Europa Cinema 2018 e iscritto al concorso al Globo d'Oro 2018 http: / www.stampaestera.org/…/57-e…/ documentari -... il sito web nella sessione news: http://www.phoenixcinematografica.it/news

    Film documentario MORTE - DISON Reportage d'inchiesta - Massa Carrara . Il Progetto film documentario d'inchiesta è stato selezionato alla 76 ° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - Spazio Incontri Forum Fedic - visibile su canale YouTube https://www.youtube.com/watch?v=THhWvWuVJG4

  • La campagna crowdfunding è importante per ricevere quel sostegno economico che spesso non arriva dalle Istituzioni, Enti o Federazioni e che quindi deve essere interamente finanziato da chi lo progetta, ma questo non è il sistema per produrre filmati poichè col tempo crea disagio e problematiche per il proseguo dell'attività audiovisiva del Cineclub.
  • I contribuenti  o soci sostenitori possono essere certi del coinvolgimento dei loro soldi nei progetti audiovisivi finanziati, consultando le sessioni internet del sito http://www.phoenixcinematografica.it/   Associazione Culturale PHOENIX CINEMATOGRAFICA  aggiornati sui contenuti audiovisivi e sulle co-produzioni di soci sostenitori al Film, volendo anche consultando articoli nella Stampa locale, sulle redazioni online, sui social e nei titoli di coda dei filmati prodotti.

Cosa ci serve e cosa ottieni

  • La versione Video spot da 1 minuto caricata su   https://vimeo.com/user72125399  sarà visibile per i prossimi 30 giorni come promo per la campagna crowdfunding . Il progetto audiovisivo ha avuto bisogno di 1 mese di lavoro in fase iniziale: dall'idea, alla progettazione e organizzazione (pre-produzione), fino a concretizzarsi con la produzione e il montaggio video nella sua fase successiva di post-produzione (fase finale che richiederà un 'altro mese di lavoro). E 'un progetto audiovisivo idoneo per diffusione televisiva e su Maxi schermo in sale cinema e quelle dislocate all'aperto nella provincia di Massa Carrara; una versione successiva che sarà montata, risulterà piu 'ampia di contenuti ed interviste. La versione Video Spot da 3'30 '' sarà diffuso su circuito Festival Cinema dedicati a cortometraggio. Entrambe le versioni necessitano di tempo, denaro e competenze acquisite che si possono quantificare in una tempistica di 2 mesi di lavoro ed un importo di Euro 5.000

  • I fondi saranno utilizzati per il progetto audiovisivo descritto di cui dovrà essere completata e terminata la sua produzione, nella fase successiva di post-produzione e diffusione una parte delle risorse economiche saranno necessarie per coprire spese per stipulare contratti di promo video su maxi schermo con agenzie di marketing per pubblicità video che operano sul territorio sia all'aperto che in multi sale cinematografiche.

  • Lavoro con quelli che chiamo "piccoli business con un cuore" e cioè piccole e medie Aziende oppure Associazioni che amano il loro lavoro, sono felici delle dimensioni dei loro business, sognano in grande e non hanno paura di dirlo, ma al momento non sono soddisfatti della loro comunicazione audiovisivi ( video aziendale ) o pubblicità fai da te. Hanno bisogno di un professionista dell'audiovisivo per rilanciare il proprio brand Aziendale o Attività in modo chiaro e professionale.


  • Cineclub Phoenix Cinematografica _ Regia di Franco Bigini

    http://www.phoenixcinematografica.it/chi-siamo

    Rassegna stampa del progetto audiovisivo di video spot a Massa Carrara:

    https: //iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2021 ...

    https: //www.voceapuana.com/cultura-e-spettacolo ...

    https: //www.0585news.com/2021/02/03/un-video-pe ...

    Descriviamo in breve la fase successiva del programma per la realizzazione del video spot a Massa Carrara, di cui è stata anticipata la sua realizzazione con la fase di pre-produzione.

    Stima (tempistica) delle fasi successive:

    PRODUZIONE

  • 1. Termine produzione della versione da 1 minuto non oltre la seconda metà di Febbraio 2021

    2. Termine produzione della versione da 3'30 '' non oltre l'ultima settimana di Febbraio 2021

    POST-PRODUZIONE

    1.b Termine post-produzione versione da 1 minuto entro il 28 febbraio 2021

    2.b Termine post-produzione versione da 3'30 'non oltre la seconda metà del mese di marzo 2021

    DIFFUSIONE

  • 1. La versione da 1 minuto dipenderà dalla selezione e tempistica della rubrica del Tg2 weekend, ma anche da possibili accordi con Agenzie di promozione video che operano nel territorio che hanno come scopo la diffusione su maxischermo e sale cinematografiche di video spot Aziendali, Associazioni , Enti e attività commerciali che operano nel territorio di Massa Carrara.

    2. La versione da 3'30 '' avrà uno scopo di diffusione dedicato ai Festival Cinematografici con scadenze e modalità inerenti ai programmi delle Organizzazioni Festival, il nostro Cineclub è associato alla Federazione Nazionale FEDIC che ha già fornito un elenco dei Festival dove poter iscrivere il nostro cortometraggio (spot video).

    3. Per ultimo in ordine di tempo e diffusione, ma non meno importante sarà pubblicato su tutte le piattaforme social e quelle dedicate a Filmmaker oltre che sul nostro sito ufficiale http://www.phoenixcinematografica.it/


Elenchiamo i collaboratori al video spot:

Fabrizio Nizza Fotografo

SICS Scuola Cani Salvataggio Firenze - Forte dei Marmi - Riviera Apuana Responsabile Sig. Salvo

Andrea Conti (Pastore Apuano)

Direzione Autorità portuale Marina di Carrara

Sig. Anselmo Cooperativa Cava Gioia


Elenchiamo le location visitate (alleghiamo foto):

  • Riviera Apuana, Porto di Marina di Carrara, Carrara città, Ponti di Vara, Colonnata (Carrara) Cava Gioia (MS), Resceto (Massa), Massa città

    NOTA:

    Come abbiamo accennato alla stampa in precedenza ci sono stati aspetti tecnici che abbiamo messo in preventivo, ma che vogliamo renderli noti ed elencarli perché non scontati. Ci siamo cimentati in riprese sperimentali in ambienti dove ancora non avevamo girato filmati sia riguardo agli aspetti tecnologici , sia per le condizioni ambientali e meteorologiche: abbiamo effettuato riprese video sulla neve, in notturna, in prossimità di aree dove i segnali satellitari erano scarsi o inesistenti e quindi problematici per la connessione con la strumentazione tecnologica audiovisiva, in condizioni ambientali a rischio poichè ci siamo imbattuti con i soliti gabbiani che sulla costa attaccano i droni essendo questi uccelli predatori e territoriali.



L'impatto

  • Il progetto è importante per diffondere la cultura e la tutela dell'ambiente nel territorio in cui viviamo, un angolo di bellezza d'Italia. Il vostro contributo è importante per consentire di coltivare l'interesse verso la cultura e l'ambiente nel territorio della provincia di Massa Carrara città Toscana dove si sono svolte le riprese, ricordando che il cinema è un mezzo che consente ricadute positive per tutte quelle attività economiche connesse legate appunto al turismo, cultura e ambiente.
  • http://www.phoenixcinematografica.it/chi-siamo . E 'importante acquisire la vostra fiducia anche con un semplice contributo per determinare il successo o l'insuccesso di un progetto film.


Rischi e sfide

I rischi sono limitati poichè il progetto audiovisivo come spiegato sopra è stato realizzato con le nostre risorse economiche e audiovisive, ma col tempo queste condizioni potrebbero venire a mancare, e il rischio è che auto producendo ci limitiamo la sussistenza economica sia personale che di quella dell ' Associazione dipendente esclusivamente da finanziamenti propri.

  • Da quando faccio questo lavoro ho imparato una cosa, fare il videomaker / Filmmaker non è ne facile, ne veloce, ne gratis! Chi ti segue sui social e online non può leggere tutto ciò che scrivi e non puo' guardare tutti i tuoi video sia per reach organica limitata/gratuita su facebook, o anche per il poco interesse e voglia di farlo. Quindi ho compreso che se hai bisogno di parlare con i tuoi clienti devi fargli capire che esisti e raccontandogli le tue novità devi smettere di improvvisare, ma dotarti di una strategia di Marketing.
  • La strategia aziendale che stiamo seguendo è limitata nel tempo e nel tipo di associazione costituita, dobbiamo puntare oltre che su finanziamenti propri, sul sostegno delle persone che vogliono contribuire col metodo crowdfunding o indipendentemente con quote versate come soci sostenitori, ma in futuro se vorremmo produrre audiovisivi e film per il cinema indipendente non potremmo basarci su questi metodi, bensi’ dovremmo fare impresa costituendo un'attività di audiovisivi con partita iva e non una semplice Associazione. Impresa con partita iva che possa avere accesso ai contributi pubblici a fondo perduto per produzioni cinematografiche: Fondi Mibact, Tax Credit, Fondi Film Commission (Regionali e Nazionali), Pre-acquisti Diritti Tv Nazionali e Esteri, Co-Produzione Nazionale o Estera, Fondi Europei, Product Placement (Sponsor).


Altri modi in cui puoi aiutare

  • Se non puoi aiutare economicamente, vi chiedo gentilmente di promuovere il progetto e di fare da porta voce per la ricerca di sponsor o soci sostenitori al film.
  • Ricordo a voi di utilizzare gli strumenti di condivisione!




COMUNICATO STAMPA VIDEO SPOT A MASSA CARRARA


Un video per promuovere il territorio, l’idea del cineclub Phoenix: 

Mettiamo da parte i pessimismi

MASSA – Un video di 1 minuto per promuovere le attività e le bellezze di Massa. Questa è l’idea del cinclub Phoenix e del filmmaker e presidente dell’associazione Franco Bigini. Un’idea arrivata per cercare di sfruttare la vetrina offerta dal Tg2, con lo scopo di rilanciare ottimismo e speranza nel complicato periodo pandemico che ha messo in ginocchio attività e persone.

«L’idea nasce nei primissimi giorni di gennaio del nuovo anno 2021, – spiega Franco Bigini – quando su Tg2 Weekend vedo che nella rubrica della trasmissione si dedica spazio a filmmaker che vogliono promuovere il territorio della città in cui vivono, con unico limite di doverlo fare tramite un video della durata di 1 minuto. Premetto che le difficoltà che il nostro Paese stà affrontando sono molte e anche nell’ambito audiovisivo siamo stati costretti negli ultimi mesi dell’anno 2020 a sospendere le nostre attività culturali: progetti film documentari e quelli destinati ad un pubblico commerciale, come i video spot aziendali e per associazioni del terzo settore, ma questa sfida nasce nel periodo più opportuno. Infatti dopo le festività la nostra regione ha iniziato una fase gialla che almeno ci consente uno spostamento nel territorio, anche se limitato e a tempo determinato. In questo progetto audiovisivo facciamo in modo di mettere da parte i pessimisti, in tutti i sensi, e cominciamo a rimboccarci le maniche per metterci ancora una volta in gioco».


«Come è solito fare dal nostro cineclub che non produce mai video improvvisati, – continua Bigini – tranne quelli di video reportage in presa diretta, ci prefissiamo dopo l’idea di organizzare la pre-produzione, cioè la fase piu’importante per una buona produzione di audiovisivi; fase questa che prevede una location scouting nel territorio anche se conosciuto, ma mai fino in fondo! Infatti alla ricerca di originalità scopriamo sempre cose nuove da raccontare col mezzo audiovisivo e anche questa volta, grazie a diversi sopralluoghi fatti anche con la collaborazione del fotografo professionista Fabrizio Nizza, ci rechiamo nei luoghi prescelti che quasi tutti tranne la città di Massa e la Marina di Massa non erano ancora stati visitati nelle precedenti “edizioni” di video spot come quello girato dopo il primo lockdown di aprile 2020 dal nostro Cineclub».


«Voglio sottolineare che generalmente i nostri prodotti audiovisivi di promozione del territorio sono stati sempre autofinanziati dalla nostra Associazione Culturale Cineclub Phoenix Cinematografica, ma in questo specifico progetto puntiamo a contributi economici dei Soci Sostenitori sia privati che di Enti pubblici, per questo voglio cogliere l’occasione per ringraziare quello che è stato il primo a contribuire a questo progetto proprio nella sua fase iniziale, quando abbiamo promosso l’idea e le nostre intenzioni sui social Facebook. Sto parlando dell’amico Piero Bresciani (Precedentemente Insegnante presso Istituto D’Arte S. Stagi 1972 – 2004 Pietrasanta, Artista e Maestro Pittore, Attore di teatro). – conclude Bigini – Voglio anche sottolineare che il progetto audiovisivo sarà montato in due versioni: una come ho detto in apertura della durata di 1 minuto per la selezione alla rubrica del Tg2 e l’altra almeno di 3 minuti, ma comunque breve per una visione più completa della produzione video e delle collaborazioni avute, sia delle parti attrici che della collaborazione ricevuta per la sua realizzazione: persone, imprese locali e Associazioni Nazionali che ringraziamo e pubblicizzeremo nella fase finale della produzione, prima e durante la fase del montaggio definitivo. Altra selezione a cui puntiamo, in collaborazione con la Federazione Nazionale dei Cineclub Fedic, è la partecipazione al prossimo Corto Fiction International 21^ edizione (i corti selezionati saranno proiettati al Parco Acquasanta delle Terme di Chianciano il 20 e 22 Agosto 2021). Per quanto riguarda l’aspetto più tecnico, questa volta la sfida che ci poniamo è quella di realizzare quasi completamente il video con il drone e anche con altre tipologie di ripresa che non abbiamo ancora sperimentato prima, ma qui lasciamo l’aspettativa ai nostri lettori e agli spettatori di vedere il lavoro finito, sperando come sempre senza presunzione di non deludere le aspettative. Per noi un nuovo progetto audiovisivo viene vissuto sempre come se fosse il primo: con prove tecniche di ripresa, perfezionando le tecniche video acquisite col tempo e sperimentandone di nuove come stiamo facendo in questo video spot che gireremo a Massa Carrara»


VIDEO SPOT PHOENIX CINEMATOGRAFICA CINEMA 4K

https://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2020/06/15/massa-carrara-franco-bigini-un-do...

Franco Bigini, un docufilm dedicato alla città di Massa

MASSA . Un atto d'amore nei confronti della città e della sua voglia di tornare a vivere nonostante l'emergenza Coronavirus. È questo il messaggio trasmesso dal nuovo video girato dal giovane cineoperatore massese Franco Bigini del cineclub Phoenix Cinematografica. Bigini, già autore di "Morte-Dison", documentario incentrato sulla vicenda della Montedison/Farmoplant di Massa e sull'inquinamento chimico residuo del Sin/Sir apuano, presentato lo scorso 5 settembre nel contesto Venice Production Bridge (Forum Fedic) della Mostra del cinema di Venezia, ha appena terminato questo nuovo lavoro dedicato al territorio, a cui hanno collaborato Giulio Marlia, docente di storia e critica del cinema, che ha fatto da consulente per una prima revisione del montaggio e Fabrizio Nizza, fotografo massese, che è intervenuto sul colore e piccoli dettagli di montaggio. Alle riprese video ha collaborato anche Lorenzo Antei, giovane videomaker spezzino, che ha risposto ad un annuncio pubblicato dall'associazione Phoenix Cinematografica prima del lock down. La prima cosa che colpisce del nuovo video di Bigini è proprio l'accurata qualità della fotografia, caratterizzata da immagini molto vive e dall'attenzione per i dettagli, con riprese dedicate a monumenti cittadini, albe, tramonti, giochi di luce all'interno delle fontane. Il regista, grazie ad un sapiente utilizzo del drone, realizza splendide riprese aeree di Massa, dal centro al mare, inserendo anche cartine che riportano il nome delle strade inquadrate. Vediamo cosi piazza Aranci, il castello Malaspina, il Municipio, la redazione de "Il Tirreno", l'ex Banca d'Italia, piazza Bad Kissingen, la torre Fiat, il pontile di Marina di Massa, gli stabilimenti balneari, il centro con alcuni negozi ancora chiusi, la gente che indossa le mascherine per strada e nei parchi, il lavoro mai interrotto degli edicolanti e delle altre attività rimaste aperte, le ambulanze e l'impegno degli operatori sanitari. Tutte testimonianze di un ritorno alla vita da parte di una città che intende superare questo momento critico della nostra storia. Nel filmato ci sono anche interviste a Giulio Marlia ed a Lorenzo Caravello, presidente Fedic. Bigini vorrebbe proiettare il suo film in anteprima alla multisala Splendor, che dovrebbe riaprire a settembre. --d.c.



MORTE - DISON 

Reportage d'inchiesta a Massa Carrara

SCOPO

Il progetto audiovisivo è in fase di sviluppo, diventa indispensabile nella fase di progettazione avere la collaborazione e partecipazione della popolazione Apuana  con testimonianze e interviste, fotografie, video, documentazione.


OBBIETTIVI

Altrettanto indispensabile è la collaborazione con le Istituzioni (Comuni, Province, Regioni e Ministero dell'Ambiente), ma anche degli Enti di competenza sul territorio predisposti ai controlli: sanità e bonifiche, caratterizzazione delle falde e delle acque superficiali i quei terreni potenzialmente inquinati, con le autorità predisposte al monitoraggio ambientale dei fiumi, dei torrenti e del mare. E' fondamentale la collaborazione delle Redazioni Giornalistiche presenti nel territorio della provincia di Massa Carrara e di quelle Nazionali,  delle Televisioni, delle Imprese e Associazioni, dei Comitati presenti nel territorio Apuano che hanno a cuore la tutela dell'ambiente e la salute pubblica.

SOLUZIONI

Di fondamentale importanza sarà la disponibilità di tempo e l'interesse per svolgere la collaborazione in funzione della realizzazione del progetto audiovisivo, proprio per questo è stato realizzato un cortometraggio ed un Teaser per rendere maggiore la comprensione del progetto Film Documentario che andremo a realizzare dal titolo: MORTE-DISON 2


STRUTTURA DEL PROGETTO

Gli argomenti d'interesse per la realizzazione sono: Farmoplant - Montedison: l'impatto sull'ambiente e la salute pubblica, la gestione dei rifiuti tossici e le discariche Antropiche disseminate nel Territorio Apuano, l' inquinamento delle falde acquifere e del torrente Lavello -  Z.I.A (Zona Industriale Apuana) opportunità economico lavorative e conseguenze dell'industrializzazione: 

l'impatto ambientale e sulla salute pubblica (tasso di malattie, tumori e mortalità della popolazione Apuana).


10 Metri più Avanti 

Film cortometraggio d'inchiesta su disabilità trasporti pubblici e barriere architettoniche

Marco Desabbata Attore Disabile Protagonista - Franco Bigini Filmmaker

Foto set di Ida Attolini

Storyboard

#Film cortometraggio di denuncia #sociale sulle problematiche legate ai #disabilidal superamento delle #barriere architettoniche al #trasporto pubblico #locale - #Massa #Carrara.


In Copertina foto di Sergio Fortuna

PITCH

Tutto è iniziato nel mio tragitto in treno da Massa a Lucca, li ho potuto osservare il paesaggio ogni giorno che mi ha ispirato a creare un progetto audiovisivo originale. Ho saputo unire il mio amore per il territorio con le mie capacità cinematografiche professionali, per lasciare qualcosa di me nella mia terra natia. Questo progetto è rivolto non solo ai miei concittadini Apuani, ma anche a chiunque desideri conoscere questo territorio Ligure - Apuano - Lucchese.

It's started in my commute from Massa to Lucca i observed the landscape every day and it inspired me to create an original audiovisual project. I was able to combine my love of the territory with my professional cinematographic skills, to leave someting of me in my homeland. This project is aimed at not only my fellow  Apuanis but olso any one who desires to know abaut this Ligurian - Apuan and Lucchesia territory.

I temi principali sono: la Via Francigena, storica via di comunicazione di commercio e di pellegrinaggio; la ex via Marmifera e le cave di Michelangelo da cui Michelangelo ha estratto i marmi e realizzato La Pietà, la tomba di Giulio secondo, i Prigioni. La Linea Ferroviaria del treno che collega Lucca ad Aulla; vedremo anche le origini del celebre Festival Cinematografico Europacinema. In fine un Reportage sul bellissimo Lago di Massaciuccoli.

The imain themes descrived are: the Historical Francigena Street where many have passed the ex marmifera way and Michelangelo's marble cave from which he made la Pietà, Giulio second's tomb and Prisons. The Train linee conneching Lucca to Aulla We olso see the origins of the celebrated Film Festival Europacinema. It finished with look at the beatifull Lake of Massaciuccoli.


Recensione di Giulio Marlia 
docente di storia e critica cinema 

Film Documentario in concorso al Festival Cinematografico Globo d'oro 2018

"Provincia Apuana e Lucchesia reportage a confronto" è un documentario di Franco Bigini, autore apuano, che al proprio territorio e a quelli confinanti della Lucchesia e della Versilia ha dedicato questo suo primo lavoro. Dopo la prima nazionale in occasione del Luccafilmfestival 2018, il film di Bigini è stato selezionato, nella categoria riservata ai documentari dall' apposita commissione del Premio Globo d 'oro, assegnato dalla stampa estera in Italia. Questo premio è nato nel 1959 (la prima edizione è del 1960) come omaggio al cinema italiano da parte dei giornalisti stranieri operanti nel nostro paese. Oggi è considerato il premio cinematografico più prestigioso per le opere nazionali dopo i David di Donatello e i Nastri d 'argento.

L 'opera di Franco Bigini, grazie a questa selezione, avrà la possibilità di essere valutata dai più importanti giornalisti stranieri e di concorrere ad un ambito riconoscimento. Come anticipato dal titolo, il documentario mette a confronto più territori contigui mostrandone bellezze naturali, storiche e culturali. Il filo conduttore è rappresentato da diversi percorsi che attraversano questi luoghi.

Il primo percorso è quello della via Francigena, che per secoli, è stata la via di transito di innumerevoli viaggiatori e pellegrini. Il secondo percorso è quello delle vie d 'acqua, dalle montagne al mare, senza dimenticare ovviamente il lago di Massaciuccoli, luogo di ispirazione di artisti, tra cui primeggia il grande musicista Puccini, che sulle rive del lago visse e compose molte delle sue celeberrime melodie. L ' ultimo percorso è quello delle linee ferroviarie, che dagli anni trenta, contribuirono a portare a Viareggio centinaia di migliaia di persone in occasione di quel Carnevale divenuto la principale attrazione del territorio. Questi percorsi vengono illustrati (nei loro aspetti storici, naturalistici, culturali, antropici) alternando interviste ad esperti, immagini  d 'epoca ed immagini contemporanee. Sono proprio queste ultime a rappresentare l 'elemento di maggiore suggestione del lavoro di Franco Bigini. Il fascino di questi territori viene testimoniato da immagini cinematografiche che colgono la poesia dei luoghi. Le cave di marmo si vestono di nuvole bianche dei detriti e della polvere marmifera, sospesa a mezz 'aria come una nevicata d 'estate. Il lago di Massaciuccoli viene colto mentre si adagia nella luce di quei tramonti che tanti pittori hanno ispirato e tante melodie del Maestro che a quel luogo ha legato il suo nome. I percorsi di montagna si aprono allo sguardo, tra la luce del sole e le ombre di alberi secolari. Nella stessa opera si offre dunque al nostro sguardo e al nostro ascolto una preziosa lezione di storia, di vita naturale, culturale ed artistica.

http://www.stampaestera.org/…/57-e…/documentari-in...



Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla




LETTERA D'INTENTI


The Change, Me and My Shadow è un genere biografico (Docu-Fiction), è un progetto che nasce dall'inizio della mia esperienza nel mondo dello spettacolo, nel momento in cui ho capito che le difficoltà per emergere e raggiungere i miei obbiettivi/sogni avevano bisogno di coraggio <l'azione che viene dal cuore> , di tenacia, di sacrificio, ma soprattutto di una forte capacità interiore di credere in se stessi senza abbattersi e arrendersi alle difficoltà che la vita ogni giorno ti presenta.  In quei momenti è passata davanti a me tutta la mia vita, ho guardato al passato e mi sono detto:  Franco non puoi continuare così: la mia esistenza non poteva identificarsi in un "cimitero di sconfitte". Quindi ho deciso di dare una svolta alla mia vita,  avrei dovuto farlo con una "metamorfosi interiore e spirituale", un percorso tale da rendere possibile un radicale cambiamento.  Avrei dovuto cominciare a  credere in me stesso e convincermi che un giorno ce l'avrei fatta a realizzare i miei sogni senza arrendermi prima, lottando contro me stesso : la mia ombra (my shadow) che fino a quel momento mi aveva ostacolato. 



TRATTO DAL SOGGETTO DEL FILM

La storia di un giovane adolescente (Franco) che sognava fin da bambino di diventare un calciatore famoso, ma poi il sogno si infrange e decide di abbandonare per sempre il calcio cadendo presto in una depressione esistenziale. Franco dovrà rifarsi una nuova vita e crearsi un nuovo sogno da realizzare, ma prima dovrà capire che cosa glielo ha impedito.


Franco è un giovane adolescente che vuole diventare un calciatore famoso, riesce ad entrare nella squadra Primavera della Lucchese, si allena in amichevoli anche con la prima squadra che milita nel campionato di calcio di serie B. 

Il sogno sembra raggiunto, ma il suo carattere e l’emotività lo penalizzano fin da subito, inoltre ha comportamenti irrispettosi nei confronti del Mister, atteggiamento che rovina presto la sua carriera ed è cosi' decide di abbandonare il calcio senza cambiare e senza lottare per migliorarsi. 

Depressione, ansia e paure lo affliggeranno, ma Franco proseguirà alla continua ricerca del successo nonostante debba ricominciare tutto da capo con una nuova vita.

Incontrerà nel suo cammino molti ostacoli fino a quando un giorno capirà le vere motivazioni delle sue sconfitte e del suo insuccesso, riuscendo così a dare una svolta alla sua vita: nasce cosi' il fil film documentario autobiografico dal titolo: The Change Me and My Shadow